pasta, voli aerei, frutta e latte sotto la lente- Corriere.it

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Correva l’anno 2007 quando il premier Romano Prodi creava la figura di Mister Prezzi, un garante dei consumatori, e ne affidava l’incarico al capodipartimento Antonio Lirosi. In quell’anno il costo della vita cresceva dell’1,8%: il dato più basso dal 1999. Oggi viaggiamo oltre il 6% e la fiammata inflazionistica non sembra ancora domata. Mister Prezzi è, dal 2021, Benedetto Mineo (nella foto), segretario generale del ministero delle Imprese.

Sue le ultime iniziative che hanno guadagnato l’attenzione pubblica, come la convocazione delle compagnie aeree che operano sul nostro territorio, le cui tariffe sono state messe sotto osservazione per il livello elevato.

Le regole

Ma cosa è cambiato negli ultimi 16 anni per Mister Prezzi? E quale tutela hanno oggi i diritti dei consumatori? Per ora la loro protezione resta affidata al Codice del consumo, un provvedimento emanato nel 2005 che raccoglie tutta la normativa in essere. Tra gli aggiornamenti più significativi, l’introduzione dell’ «azione di classe» e di norme in materia di multiproprietà e turismo organizzato.

Più di recente è stato introdotto l’obbligo di maggiori informazioni precontrattuali per i consumatori, in particolare, nei contratti a distanza. Mentre nel 2015 il Codice del consumo è stato aggiornato con la nuova disciplina relativa alla risoluzione extragiudiziale delle controversie.

All’inizio di quest’anno, mentre l’inflazione toccava il 10%, è stata presentata una proposta di legge della maggioranza per inserire in Costituzione la tutela dei diritti dei consumatori. Primo firmatario, il presidente della commissione Attività produttive della Camera: il leghista Alberto Gusmeroli. Le novità darebbero un maggior peso alle associazioni, che sarebbe più difficile escludere dai tavoli che le coinvolgono.

La ricomparsa sulla scena pubblica di Mister Prezzi risale invece all’inizio dello scorso anno, quando esplode il caro-carburanti, con aumenti alla pompa considerati dal governo Draghi più che proporzionali rispetto al prezzo delle materie prime. È l’allora titolare del ministero dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, a riportare in auge la figura del Garante, nominando Benedetto Mineo. A Mister Prezzi vengono conferiti, tramite il decreto Trasparenza, maggiori poteri, come quello di richiedere alle imprese «dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo». In mancanza dei dati richiesti entro dieci giorni, sono previste multe da un minimo di duemila a un massimo di 200 mila euro.

Le sanzioni

Nel caso del caro-carburanti il Garante ha potuto avvalersi anche di un apparato di sanzioni: multe comprese tra i 200 e i duemila euro per la violazione degli obblighi di esposizione o aggiornamento settimanale dei prezzi e una griglia di giornate di sospensione dell’attività.

Al servizio di Mineo, non solo per il caso dei carburanti, oggi esiste una Commissione di Allerta rapida di sorveglianza che il Garante può convocare per coordinare l’attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari all’individuazione delle ragioni dell’anomala dinamica dei prezzi.

Qualora dalle analisi condotte in seno alla commissione o dalle indagini conoscitive emergano fenomeni speculativi lungo la filiera di origine e produzione, ingrosso e distribuzione, nonché vendita e consumo, il Garante riferisce gli esiti delle attività al ministro che ne informa, se necessario, il governo per l’adozione di adeguate misure correttive. Da un punto di vista operativo, Mister Prezzi può avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza.

Intanto, mentre la questione carburanti pare rientrata, l’attenzione del Garante si è spostata altrove. A metà maggio, nel mirino sono finite le dinamiche del costo della pasta e dei principali fattori che ne compongono il prezzo al consumo, con aumenti tendenziali del 17,5% a marzo e del 16,5% a aprile.

Il Garante ha poi trasferito al ministro l’esito del monitoraggio dei prodotti di cui la scorsa legge di Bilancio ha ridotto l’Iva al 5%: pannolini, latte e seggiolini auto per bambini. Nei primi tre mesi di applicazione delle aliquote ridotte, fino a marzo scorso, gli effetti della manovra non erano stati interamente trasferiti a vantaggio del consumatore. In pratica la riduzione del prezzo era pari solo al 50% di quella attesa.

A giugno scorso l’attenzione si è spostata sul rincaro dei prodotti ortofrutticoli che hanno subito l’effetto, fino all’inizio dell’anno, del maggior prezzo dell’energia ma anche di eventi climatici estremi. L’ultimo monitoraggio, che risale a maggio scorso, segnalava un ribasso dei prezzi all’ingrosso dei beni agroalimentari, guidati in particolare dagli alimentari lavorati (farine, riso, formaggi, oli di semi). Tra i freschi, diffusi cali per le carni, mentre si sono osservati dei rialzi per latte, carne di pollo e, soprattutto, frutta primaverile e ortaggi, a causa del maltempo e delle condizioni instabili di disponibilità.

L’ultima convocazione di Mineo ha riguardato le compagnie aeree e i rincari dei biglietti su cui Mister Prezzi ha chiesto lumi. Alcune compagnie hanno già spiegato di aver acquistato il kerosene mesi fa, quando i prezzi erano più elevati. A scorte esaurite, le tariffe dovrebbero scendere. Ma l’estate sarà anche passata.

Per ora il maggior potere del Garante appare quello di accendere un faro sui rialzi anomali e fare pressing. Per il resto, c’è un’Autorità, quella sulla Concorrenza, che dovrebbe vigilare sui cartelli, molto spesso la causa prima dei rincari non giustificati da circostanze contingenti.



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